Se è la prima volta che ci capiti, questa pagina basta a capire che cosa stai guardando. Nessuna conoscenza pregressa richiesta.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana, la società che possiede e gestisce i binari italiani, regolano i loro rapporti con un Contratto di Programma. Il contratto ha due parti, firmate e aggiornate separatamente, che rispondono a due domande diverse: che cosa si costruisce, e come si tiene in funzione quello che c'è.
Le opere nuove e i potenziamenti: raddoppi, linee nuove, nodi, tecnologie di circolazione. Per ogni opera il contratto dà il costo stimato, le risorse assegnate e quanto manca.
Sei documenti: i contratti 2017-2021 e 2022-2026 con i loro aggiornamenti.
Esplora gli investimentiLa gestione di ogni giorno (circolazione, manutenzione ordinaria, sicurezza) e la manutenzione straordinaria. Qui non ci sono opere con un costo: ci sono le leggi che mettono le risorse, anno per anno, e il registro ufficiale delle linee.
Cinque documenti: il contratto 2022-2026 e i suoi quattro atti integrativi.
Esplora i serviziIn alto c'è il selettore Investimenti / Servizi. Ogni sezione del sito ha le due viste: cambiando parte resti nella stessa sezione e vedi che cosa dice l'altro contratto sullo stesso tema. Le due parti non hanno la stessa struttura, e il sito non le forza a sembrare uguali: quando una parte non ha un dato per una sezione, la vista lo dice e mostra la cosa più vicina che il documento contiene.
Quasi tutto, nella parte Investimenti, ruota attorno a tre numeri per ogni opera. Tenerli separati è la cosa più importante per non farsi ingannare da un titolo di giornale.
Un'opera «in contratto» quindi non è un'opera finanziata, e un'opera finanziata non è un'opera in cantiere. Sono tre stati diversi, e i documenti li distinguono con cura.
La parte Servizi paga attività continue, non opere con un inizio e una fine. Per questo i suoi numeri sono di un altro tipo.
Quello che in questi documenti non c'è. Nessuna delle due parti contiene impegni giuridici o stanziamenti di competenza per singola opera. Gli Investimenti arrivano al capitolo di bilancio solo nella Tavola 2, come cassa aggregata; i Servizi ci arrivano nell'Allegato 4b, legge per legge, ma scendono al singolo progetto solo per una frazione piccola delle risorse: le assegnazioni dai fondi straordinari e le opere PNRR.
Per impegni e pagamenti effettivi servono il bilancio e il rendiconto dello Stato, e i sistemi che seguono i CUP. La sezione Metodo e limiti spiega dove guardare.
Quanto vale il portafoglio investimenti e quanto è coperto; quante risorse vanno a gestione e manutenzione, edizione per edizione.
InvestimentiServiziI binari veri sulla mappa, e il registro ufficiale RFI con chilometri e treni al giorno di ogni linea.
InvestimentiServiziLe opere una per una, con la loro storia contratto per contratto; i progetti Servizi con un CUP, decreto per decreto.
InvestimentiServiziDove vanno gli investimenti, regione per regione; dove la parte Servizi scrive una regione.
InvestimentiServiziI capitoli del bilancio dello Stato che alimentano le due parti, anno per anno.
InvestimentiServiziClassi, stati attuativi, conto esercizio, conto impianti, cassa e competenza: tutti i termini spiegati.
InvestimentiServiziScegli un contratto: tutti i numeri di questa pagina e delle successive si riferiscono a quella fotografia.
Ogni barra è un contratto. La parte piena è ciò che quel contratto dichiara coperto da risorse assegnate; la parte vuota è il fabbisogno residuo. Il costo totale è la somma delle due.
I contratti dicono quanto è stato speso in tutto su ogni intervento, non quando. La relazione annuale del Ministero al Parlamento dà le contabilizzazioni anno per anno, per programma. Sono i dati al 31/12/2024, riferiti all’aggiornamento 2024 del contratto: non cambiano con il contratto scelto sopra.
Scegli un'edizione del contratto Servizi: i numeri di questa pagina e di Capitoli e piani gestionali si riferiscono a quella. Ogni atto integrativo ripubblica per intero il prospetto delle fonti, quindi le edizioni si leggono come fotografie successive, non come una somma.
Qui non c'è un costo da coprire. La parte Servizi non finanzia opere con un costo stimato, ma attività continue: gestire la rete e mantenerla. Per questo non esistono «risorse assegnate» e «fabbisogno residuo» come negli Investimenti. Il contratto dice quali leggi mettono le risorse, su quale capitolo del bilancio dello Stato e in quale anno arriva la cassa.
Il conto esercizio paga la gestione corrente: circolazione, manutenzione ordinaria, safety e security, navigazione nello Stretto, assistenza alle persone a mobilità ridotta. Il conto impianti paga la manutenzione straordinaria, cioè il rinnovo di quello che si consuma.
A sinistra ogni barra è un'edizione del contratto, a destra il profilo per anno dell'edizione scelta. La parte tratteggiata è già stanziata per gli anni dopo il 2026, cioè oltre la scadenza del contratto.
L'Allegato 4a dice quanto RFI prevede di impiegare ogni anno, per competenza. Esiste solo nel contratto base: gli atti successivi aggiornano questi valori nel testo, non in una tabella.
L'atto integrativo 2025 (articolo 3, pagina 9) aggiorna il quadro per competenza nel testo: manutenzione straordinaria 2025 fino a 2.900 milioni, gestione della rete 1.256 milioni per il 2025 e 1.251 per il 2026, e la manutenzione straordinaria 2026 rinviata al successivo aggiornamento. Sono trascritti dal testo, non letti da una tabella. Competenza e cassa non coincidono: la prima dice quanto si programma di impiegare nell'anno, la seconda quando arrivano i soldi.
Il contratto Servizi assegna le risorse per annualità; la spesa di un’annualità si distribuisce sugli anni successivi. I consuntivi al 31/12/2024 vengono dalla relazione annuale del Ministero al Parlamento.
Clicca una regione per vedere i suoi interventi. Il colore è più intenso dove l'importo è più alto.
Distribuzione ufficiale. Viene dall’Appendice 7 alla Relazione Informativa dell’aggiornamento 2025, «Distribuzione territoriale degli investimenti in corso». Nel valore normalizzato gli interventi pluriregionali sono ripartiti «sulla base del perimetro di attività ricadenti nella regione» e i programmi diffusi sull’intera rete sono distribuiti sulle regioni «su base parametrica», con i km di linea. C’è solo per l’aggiornamento 2025: per gli altri contratti resta la stima.
Attenzione: qui la regione è una stima. I Contratti di Programma non hanno un campo territoriale. Qui la regione è dedotta dai luoghi citati nel nome dell'intervento, confrontati con i comuni e le province ISTAT. Un'opera che tocca più regioni ripartisce l'importo in proporzione a quante volte ciascuna è citata, scartando quelle sotto il 15% delle menzioni: è un surrogato della lunghezza di tratta per regione, che i documenti non danno. Le quote sommano a uno, quindi i totali regionali sommano al totale attribuito.
Un intervento che attraversa più regioni ripartisce il proprio importo fra quelle regioni, ma compare nel conteggio di ciascuna per intero: la colonna degli importi somma al totale attribuito, quella degli interventi no.
| Regione | Importo | Interventi che la toccano |
Quota |
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La parte Servizi non ripartisce le sue risorse per territorio. L'unico punto in cui una regione è scritta nel documento è l'elenco delle opere PNRR attribuite al CdP-S: è quello che mostra questa mappa.
È una fetta piccola, e va letta così. Tutto il resto, gestione della rete e manutenzione straordinaria, è programmato per la rete intera e non ha un luogo nel contratto.
La regione qui non è dedotta. Sta nel nome dell'intervento («Piano resilienza linee e impianti Sud ambito regione Sicilia»). Quando il nome elenca più regioni, il documento non dice le quote: la mappa divide l'importo in parti uguali, ed è una scelta di questo sito.
| Regione | PNRR attribuito | CUP | Quota |
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Clicca una regione per vedere i suoi CUP nella sezione Interventi.
Clicca un comune per vedere quali opere lo nominano, poi un’opera per accendere sulla mappa tutti i suoi comuni e aprirne la scheda con i costi.
Questi non sono i comuni attraversati dalla ferrovia. Sono i comuni citati nel nome dell’intervento: capi tratta, nodi e stazioni che RFI scrive nel titolo dell’opera. Un raddoppio Bovino–Cervaro passa anche per i comuni in mezzo, che qui non compaiono perché il documento non li nomina. I Contratti di Programma non contengono né tracciati né coordinate: per i comuni realmente attraversati servirebbe la geometria delle linee, che non è in questi documenti.
Le linee tratteggiate non sono binari. Sono segmenti dritti che uniscono i punti nominati, messi in fila lungo la direzione in cui il gruppo è più disteso. Servono a capire in che zona cade un’opera e in che direzione si sviluppa, nient’altro: la ferrovia vera curva, gira intorno ai rilievi e passa da altri comuni. Su un nodo con diramazioni a stella, come la cintura di Torino, nessun ordine sarebbe quello giusto. Sono disegnate tratteggiate apposta, perché non si confondano con un tracciato.
I contratti Servizi non nominano comuni. La manutenzione è organizzata per Direzione Operativa Infrastrutture Territoriali (DOIT), e le poche righe con un luogo sono le assegnazioni dai fondi straordinari, che portano nel titolo la DOIT o le linee di una città.
Una sede non è un territorio. «DOIT Napoli» è la direzione che ha sede a Napoli, e il suo territorio va oltre il comune e spesso oltre la regione. Qui si riporta la sede come la scrive il documento, senza tradurla in comuni o regioni.
| Sede nominata | CUP | Importo |
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Clicca una sede per vedere i suoi CUP nella sezione Interventi.
I binari italiani come sono realmente disposti sul territorio. Serve da sfondo alle altre pagine: qui si vede dove la ferrovia passa, non dove i contratti dicono di spenderci sopra.
Questa geometria non viene dai Contratti di Programma. I contratti non contengono né tracciati né coordinate. La rete qui sotto è quella che RFI pubblica con il suo Piano Commerciale: ogni linea porta il codice di linea commerciale, che è il codice del registro ufficiale dei contratti Servizi (Allegato 3) con la lettera cambiata (C001 diventa K001). Per questo cliccando una linea si apre la sua voce del registro, con chilometri e treni al giorno, e gli interventi associati.
Cosa c’è e cosa no. Solo la rete gestita da RFI, in esercizio. Non ci sono le ferrovie regionali in concessione (Ferrovie Nord, Circumvesuviana e simili) né i cantieri: per vederli si accende lo strato OpenStreetMap, fonte esterna e indipendente. L’alta velocità è quella che RFI marca come tale.
Ogni tratto è una tratta. La rete è disegnata tratta per tratta, da località a località, dallo strato «Istantanea sulla rete» di rfi.it: il doppio binario è più spesso del semplice, le tratte senza servizio regolare sono tratteggiate. Cliccando una tratta si apre la sua scheda: binari, trazione, regime di circolazione, sistema di comando, protezione della marcia, GSM-R, sagoma, massa assiale, e i progetti che RFI dichiara su quella tratta. Le sigle tecniche sono quelle di RFI; si spiegano solo quelle di significato certo.
Le stazioni sono quelle di RFI. Pallini e nomi vengono dallo stesso strato che usa la pagina «La rete oggi» di rfi.it: 2.093 stazioni e fermate aperte ai viaggiatori, con i nomi che compaiono per gradi ingrandendo. Cliccandone una si vede che cosa ne dicono i contratti: i progetti che RFI vi dichiara nel Piano Commerciale (bordo viola), e gli interventi che la citano per nome nel titolo, che è un indizio più debole.
In viola, i progetti dichiarati da RFI. Sono le tratte e le località del Piano Commerciale 2026 di RFI che riportano il codice dell’intervento del Contratto di Programma. Qui il legame fra opera e tracciato non è dedotto: lo scrive RFI. Resta una fonte esterna ai contratti, con le sue date e le sue classificazioni.
L'elenco ufficiale delle linee, con il codice che RFI assegna a ciascuna, i chilometri e i treni programmati al giorno, edizione per edizione. Clicca una linea per vedere quali interventi della parte Investimenti vi sono stati associati.
Il tracciato viene dalla rete RFI. Il registro dei contratti Servizi non ha coordinate. Il disegno viene dalla rete che RFI pubblica con il Piano Commerciale, le cui linee portano lo stesso codice con la lettera cambiata (C001 diventa K001). Nove linee del registro non vi compaiono: le quattro sezioni AV affiancate alle linee storiche, tre linee subentrate dalle Regioni (Perugia-Sansepolcro, Settimo-Rivarolo, Torino-Ceres), la Bari-Bitritto non ancora attivata e la Vievola-Breil, in territorio francese.
L'associazione con gli interventi è una deduzione. I contratti non dicono su quale linea insiste un'opera: l'associazione nasce dai nomi dei capi tratta, ha un livello di confidenza ed è in corso di verifica.
Clicca una linea per aprirla nella tabella. Fonte del tracciato: RFI, rete del Piano Commerciale 2026.
L’alberatura del portafoglio: la tipologia di programma è la classe con cui il contratto ordina la Tabella A (Tavola 1: a programmi pluriennali, b in esecuzione, c prioritari, d in progettazione, e in programma); la Tabella B raccoglie gli investimenti realizzati per lotti costruttivi. Le righe sono le classi tipologiche di destinazione (Tavola 1bis, 01–09), raggruppate per programma (programmi prioritari ferrovie, città metropolitane, porti e interporti, aeroporti, interventi prioritari ferrovie). Dall’aggiornamento 2024 la classe «in progettazione» non c’è più e il PDF stampa «Interventi in programma» con la lettera d: qui resta e, come nei contratti precedenti, perché il confronto fra anni segua il nome e non la lettera. Un intervento può cambiare tipologia da un contratto all’altro: qui conta quella del contratto scelto. Clicca una cifra per vedere quegli interventi nell’elenco.
Ogni cerchio è un’opera: in orizzontale il costo, in verticale quanto è già stato speso. Il cerchio cresce con quello che resta da finanziare, il colore dice quanto dell’opera è coperto da risorse assegnate. Grande e rosso in basso a destra: costosa, ferma e scoperta. Verde in basso: i soldi ci sono ma non si spendono. Clicca un cerchio per la scheda.
Le dieci opere con più risorse ancora da trovare, in milioni di euro. Segue programma e regione scelti nel grafico.
Una riga per opera del contratto scelto. «Km RFI» somma le tratte su cui RFI stessa colloca l’opera nel Piano Commerciale; vuoto se RFI non lo dice. Clicca un’intestazione per ordinare, una riga per la scheda.
La parte Servizi scende al singolo progetto solo in due punti: le assegnazioni dai fondi straordinari (prosecuzione delle opere, adeguamento prezzi, PON, DL Alluvioni, enti locali), per CUP e decreto, e le opere PNRR attribuite al CdP-S. Clicca una riga per vedere ogni assegnazione con il suo atto.
Non è il portafoglio dei servizi. La manutenzione ordinaria e straordinaria è programmata per sottosistema e per DOIT, non per progetto, e i contratti non la elencano CUP per CUP.
| CUP | Descrizione | Fonti | CdP-S 2016-2021 | CdP-S 2022-2026 | Totale |
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Le variazioni di costo riguardano la parte Investimenti: passa agli Investimenti.
Di quanto è cambiato il costo a vita intera degli interventi fra l’aggiornamento 2024 e il 2025, e perché. Non tutta la differenza è un aumento: una parte sono opere finite che passano fra le ultimate, una parte spostamenti fra programmi, una parte adeguamenti dei prezzi.
Per ogni CUP: se è nella lista ricevuta da RFI e con quale stato in BDAP, e che cosa dicono i documenti dei Contratti di Programma che leggiamo. Dove non concordano, l’esito dice in che modo, dal caso più da chiarire al più tranquillo.
Tutti i CUP scritti nei Contratti di Programma, in un solo elenco: quelli degli interventi in corso nell’ultimo aggiornamento Investimenti, quelli delle opere concluse, quelli che non compaiono più nel contratto e quelli della parte Servizi. Per ognuno, da dove viene: documento e pagina.
Il valore cumulato del costruito, e sotto l'elenco riga per riga dei movimenti che lo compongono.
Le righe dell'elenco non sono opere. Sono movimenti contabili: ogni documento registra la variazione del proprio periodo, non il costo dell'opera. Lo stesso CUP ricompare a distanza di anni con code di aggiustamento, spesso di pochi centesimi o pari a zero — nel solo aggiornamento 2025, quasi la metà delle righe vale zero.
Per questo la somma delle righe non fa il valore cumulato qui sopra: quel cumulato comprende anche tutto ciò che era già concluso prima che questi sei documenti cominciassero a registrarlo.
E le variazioni dei sei documenti non si sommano fra loro: ciascuna è misurata rispetto alla fotografia precedente della propria serie. Le date di riferimento sono 2016, 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 — mancano tre anni — e in mezzo cambia il ciclo contrattuale. Per questo il totale compare solo quando scegli un documento.
Ogni documento dichiara lo stock delle opere concluse a due date. Messi in fila, i sei danno la crescita del costruito — con i buchi dove mancano i documenti.
| Contratto | Periodo | Stock iniziale | Stock finale | Variazione |
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| CUP | Voce | Variazione | Messa in esercizio | Fonte |
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La manutenzione non produce «opere concluse» con una data di messa in esercizio: si rinnova quello che c'è. L'equivalente più vicino, nei contratti Servizi, è la spesa dei contratti precedenti, 2012-2014 e 2016-2021, che ogni edizione riporta con quanto era già speso alla fine del 2021 e quanto resta da spendere.
| Edizione | Speso al 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | 2026 | Oltre | Totale | Pagina |
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Gli anni dal 2022 in poi sono proiezioni di spesa, e ogni edizione le riscrive: nel contratto base tutto il residuo era atteso nel 2022, negli atti successivi si distribuisce fino a oltre il 2026. Le leggi che finanziano questo residuo sono nella sezione Capitoli e piani gestionali, filtrando il residuo dei contratti precedenti.
Questa è l'unica parte dei contratti che scende al livello di capitolo e piano gestionale.
Attenzione a cosa sono questi numeri: flussi di cassa annui previsti, aggregati sull'intero contratto. Non sono impegni giuridicamente assunti, non sono stanziamenti di competenza, e non sono riconducibili al singolo intervento. Un capitolo è una voce del bilancio dello Stato; il piano gestionale è la sua suddivisione interna.
Ogni riga è una legge che finanzia il contratto Servizi, con il capitolo del bilancio dello Stato su cui è iscritta e il profilo di cassa anno per anno.
Sono flussi di cassa previsti, non impegni e non stanziamenti di competenza. Il capitolo è quello indicato dal contratto; dove la colonna è vuota (PNRR, PON, alcune convenzioni) il documento non lo indica. I capitoli 7006 e 7007 sono capitoli del MIT, gli altri del MEF.
| Capitolo | Leggi | 2022-2026 | Oltre il 2026 | Complessivo |
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| Rigo | Capitolo | Voce | Al 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | 2026 | 2022-2026 | Oltre | Complessivo |
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I termini che incontri nelle tabelle, spiegati nell'ordine in cui servono.
La Tabella A divide gli interventi in cinque classi, in ordine di maturità: dalle più concrete alle più lontane. È la risposta rapida alla domanda «questa cosa la stanno facendo o no?».
È il titolo della Tabella A, e compare più di mille volte nei sei documenti. Non è un'endiadi: sono due nature diverse, e il contratto le tiene separate apposta.
Il piano degli investimenti in corso e programmatici è articolato in 4 sezioni ben distinte, di cui la prima composta dalle opere da realizzare dotate di integrale copertura finanziaria e le altre sezioni hanno carattere programmatico, in quanto rappresentano la pianificazione tecnico-economica di massima per un periodo temporale almeno decennale dei fabbisogni finanziari di competenza.
Negli aggiornamenti più recenti le sezioni 2 e 3 sono state ribattezzate Priorità 1 e Priorità 2, e la 4 fabbisogni a completamento: cambia il nome, non la sostanza.
Una sigla che dice a che stadio tecnico-amministrativo si trova l'intervento. Compare accanto allo stato di copertura nella tabella degli interventi.
I termini che incontri nelle viste Servizi, spiegati nell'ordine in cui servono.
«Impegnato» e «stanziato» non ci sono, e va detto. I Contratti di Programma non contengono impegni giuridici né stanziamenti di competenza per singolo intervento. Contengono tre cose diverse: il costo stimato dell'opera, le risorse assegnate dal contratto e il fabbisogno residuo per periodo. Il livello di capitolo e piano gestionale compare solo nella Tavola 2, come flusso di cassa aggregato per anno.
Per arrivare a impegni e stanziamenti effettivi servono fonti diverse: il bilancio e il rendiconto dello Stato (capitoli 7122, 7493, 8000, 8008 del MEF e i capitoli MIT che trovi nella sezione Capitoli e piani gestionali) e, per l'avanzamento delle singole opere, i CUP tramite OpenCUP e ReGiS.
I sei PDF sono stati letti con un estrattore scritto per l'occasione, che ricostruisce le tabelle dalle coordinate dei caratteri sulla pagina: le colonne numeriche vengono riconosciute dal bordo destro dei numeri, allineato a destra, e la fascia di testo a sinistra viene interpretata per struttura (codice, descrizione, classe DPP, paniere PNRR, stato attuativo).
L'aggiornamento 2023 ha una struttura di tabella diversa dagli altri cinque e non è incluso nel confronto per intervento; le sue opere ultimate restano consultabili. La Tabella A ripete gli stessi interventi in due viste (per status attuativo e per classi tipologiche): qui se ne conta una sola, dopo aver verificato che le due coincidono al centesimo. L'attribuzione regionale della mappa è una stima ricavata dai nomi, non un dato dei documenti.
Sei contratti, non tutta la storia. I documenti elaborati qui partono dal Contratto di Programma 2017–2021, il cui predecessore è il CdP-I 2016. Tutto ciò che è stato realizzato o finanziato prima, comprese linee costruite decenni fa e opere avviate sotto contratti anteriori, non compare in queste pagine: non perché non sia esistito, ma perché sta in documenti che non sono qui. Quando la scheda di un’opera dice «non presente in questo contratto» significa che quel contratto non la elenca, non che l’opera non esistesse.
Inoltre questi sono i Contratti di Programma parte Investimenti. La manutenzione ordinaria e gran parte di quella straordinaria vivono nella parte Servizi, che è un contratto distinto: nella Tabella A degli investimenti un solo intervento su 336 cita la manutenzione. Come sono stati letti i contratti Servizi è spiegato nella vista Servizi di questa sezione.
Il registro delle linee, ora con il suo tracciato. Il registro ufficiale è l’Allegato 3 dei Contratti di Programma parte Servizi: nell’edizione 2026, 299 linee con codice, denominazione, chilometri, treni al giorno e gruppo di traffico, per 16.882 km, ricostruiti riga per riga e confrontati con i totali stampati (rapporto). Il registro non ha coordinate; la rete che RFI pubblica con il Piano Commerciale sì, e le sue linee portano lo stesso codice con la lettera cambiata (C001 diventa K001, F011 diventa J011, N001 diventa R001). La corrispondenza non è documentata da RFI: è stata trovata confrontando i due elenchi, e si accetta solo quando anche il nome torna. Così 290 linee su 299 hanno il tracciato ufficiale. Ogni intervento viene associato a queste linee con due prove: il nome dei capi tratta e i comuni citati attraversati dalla linea. OpenStreetMap, che prima era l’unica geometria, resta come indizio aggiuntivo e come strato facoltativo della mappa. Una linea ad alta velocità conta solo se la descrizione dell’intervento parla di alta velocità, perché la linea storica fra le stesse città ha gli stessi capi.
I Contratti di Programma non contengono geometrie: niente coordinate, niente codici di linea, niente progressive chilometriche. La pagina Comuni mostra quindi i comuni nominati nel titolo dell'opera, che sono i capi tratta e i nodi, non quelli realmente attraversati: fra Bovino e Cervaro la ferrovia passa da altri comuni che il documento non scrive. Per disegnare le linee servirebbe una fonte esterna, tipicamente OpenStreetMap. Si è preferito non disegnare segmenti dritti fra un comune e l'altro: sarebbero sembrati un tracciato e non lo sarebbero stati.
La parte Servizi non ha la struttura degli Investimenti, e il sito non la forza. Non esiste un elenco di opere con costo e copertura: le viste Servizi mostrano quello che il contratto contiene davvero. Dove una sezione non ha un equivalente, la vista lo dice e mostra la cosa più vicina che il documento offre.
Stesso estrattore degli Investimenti, che ricostruisce le tabelle dalle coordinate dei caratteri. Le colonne si riconoscono dal bordo destro delle intestazioni, perché gli importi sono allineati a destra; le posizioni si leggono dall'intestazione di ogni tabella e non sono fissate a mano, perché l'atto 2024 è impaginato su un foglio più largo degli altri.
L'atto integrativo 2025 è in scansione. Le sue tredici pagine di allegati sono immagini, senza testo da leggere. Le sue modifiche al prospetto delle fonti sono riassorbite nell'atto 2026, che lo ripubblica per intero; i valori che l'atto 2025 scrive nel testo degli articoli sono riportati nel Quadro come trascrizione.
Non ancora estratti: gli indicatori di disponibilità e puntualità (Allegato 1), il documento illustrativo della manutenzione (Allegato 5), gli schemi di rendicontazione (Allegato 6, che sono moduli vuoti), performance e penali (Allegato 8). Nell'atto 2024 l'elenco PNRR è quello completo, in milioni arrotondati all'unità e con colonne diverse: si usa l'edizione 2026, che ha i decimali e si può verificare.
Due incoerenze della fonte, dichiarate. Nell'Allegato 4c dell'atto 2026 il totale generale stampato (150,83 milioni) non è la somma dei totali per fonte (147,79), che invece tornano con le righe e con le voci del prospetto 4b. Nel registro delle linee dell'atto 2026 i sottototali per gruppo sommano 16.881,0 km contro un totale stampato di 16.880,9. In entrambi i casi il sito riporta le righe come sono e segnala lo scarto.